Qual è la differenza tra voltura con e senza accollo?


Sommario La richiesta di voltura è un’operazione semplice, eppure è importante conoscere la differenza tra voltura con e senza accollo, al fine di inoltrare la richiesta e le pratiche correte sin da subito. Nella voltura con accollo il nuovo intestatario si fa carico del contratto del vecchoi inquilino, con le stesse condizioni contrattuali ed eventuali debiti.

Voltura con accollo o senza: le differenze

Voltura con Accollo Voltura senza Accollo
Definizione stesso fornitore e stesse condizioni contrattuali del precedente intestatario
+ carico eventuali debiti
il nuovo intestatario è libero di scegliere un nuovo fornitore e firmare un nuovo contratto
Costo GRATUITA contributo fisso: 27,03€
extra contributo: tra I 20€ e i 60€ in base al fornitore scelto
Tempistica pochi giorni lavorativi è un pratica veloce, e dipende dal nuovo fornitore
Quando richiederla SEMPRE TRANNE per:

  • decesso dell’intestatario;
  • separazione o divorzio
SEMPRE

Tutti, parlando di forniture energetiche e contratti, avranno sentito parlare almeno una volta di voltura con e senza accollo. Il rischio di fare confusione è purtroppo dietro l’angolo, ma capire le differenze non è così difficile. Innanzitutto molti tendono a fare confusione anche tra voltura e subentro, ma in questo caso le differenze sono abbastanza nette in quanto la voltura è una operazione che andrà richiesta quando si entra in una nuova casa con i contatori già attivi. In sostanza si tratta di nient’altro che di un semplice cambio dell’intestatario del contratto. Al contrario, quando i contatori non sono attivi bisognerà richiedere un subentro.

Voltura con e senza accollo: differenze

Quindi nel caso di cambio intestatario si dovrà scegliere tra voltura con e senza accollo. Nel primo caso il nuovo inquilino resterà cliente dello stesso fornitore luce e gas del precedente intestatario e ne erediterà le stesse condizioni contrattuali. Non solo, il nuovo intestatario del contratto con la voltura con accollo si farà anche carico di tutti gli eventuali debiti del precedente intestatario.

Cerchiamo ora di vedere nel dettaglio la differenza tra voltura con accollo e senza accollo.

Come richiedere una voltura

Prima di entrare nello specifico delle differenze tra voltura con accollo e senza accollo meglio chiarire quali documenti servono per inoltrare la richiesta di cambio intestatario al fornitore. I documenti necessari per richiedere la voltura saranno gli stessi sia per la voltura con accollo che per quella senza accollo. Vediamoli rapidamente:

  • Codice POD luce o PDR gas.
  • Indirizzo di fornitura.
  • Dati anagrafici del vecchio intestatario.
  • Dati anagrafici del nuovo intestatario.
  • Potenza impegnata del contatore di energia elettrica.
  • Destinazione d’uso gas (cottura, riscaldamento, acqua calda etc.).
  • Codice IBAN per domiciliazione bancaria fatture.
  • Email per bolletta web.

Tutte le informazioni sulla bolletta con accollo

Come già anticipato si chiederà la voltura con accollo quando si vorrà cambiare intestatario del contratto mantenendo le stesse condizioni contrattuali ed economiche. Si tratta di una operazione completamente gratuita e il fornitore impiega di solito circa una settimana per rendere effettivo il cambio di nominativo in fattura. Attenzione però perché la voltura con accollo non si può richiedere in qualsiasi caso ma solo in alcune specifiche situazioni:

  1. Per decesso dell’intestatario: in questo caso sarà l’erede a dover inoltrare la richiesta di voltura e dovrà inviare al fornitore il certificato di morte del precedente intestatario delle bollette luce e gas.
  2. In caso di separazione/divorzio: la voltura con accollo potrà essere richiesta in caso di divorzio presentando l’autorizzazione scritta del coniuge intestatario delle fatture o una copia della sentenza di separazione che attribuisce i contratti di fornitura luce e gas al coniuge assegnatario della casa.

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Tutte le informazioni sulla voltura senza accollo

Una volta chiarita la differenza tra voltura con accollo e senza accollo, si approfondisce ora quella di secondo tipo. La voltura senza accollo fa riferimento a un cambio di nominativo in bolletta che prevede anche un cambio delle condizioni economiche di contratto. Con la voltura senza accollo si eviterà quindi di ereditare anche le eventuali posizioni debitorie del precedente intestatario. A differenza della voltura con accollo però, quella senza accollo non è una operazione gratuita. Quali sono i costi della voltura senza accollo?

I costi della voltura senza accollo

La voltura senza accollo prevede il versamento di un contributo fisso di 27,03 euro, dei costi di gestione pratica compresi che variano da gestore a gestore ma si aggirano tra i 20 e i 60 euro, e di un eventuale deposito cauzionale. Dopo aver inoltrato la richiesta di voltura senza accollo al fornitore, questo impiegherà circa un mese per realizzarla. Quando  si pianifica di andare a vivere in una nuova casa il consiglio è quello di richiedere per tempo la voltura senza accollo così da non andare incontro a brutte sorprese. Se si parla invece di una voltura senza accollo con il regime di maggior tutela, le spese vengono stabilite dall’Arera e ammontano a 27,59 euro per le spese amministrative più un contributo fisso di 23 euro e una imposta bollo di 16 euro.

Gli eventuali problemi con la voltura

voltura con o senza accolloQuando si richiede una voltura con accollo o senza accollo spesso si può andare incontro ad alcuni problemi. Ad esempio non sempre chi richiede la voltura riesce a procurarsi le bollette del precedente intestatario. La bolletta è molto importante in quanto contiene una serie di dati utili per avviare la pratica di voltura come il nome del fornitore, il codice POD, la potenza impegnata in KW e i dati del precedente intestatario. Quando non si conosce quale sia il fornitore basterà contattare il distributore locale di energia elettrica o il distributore locale di gas. Chiaramente richiedendo la voltura allo stesso fornitore del precedente intestatario le condizioni di contratto resteranno invariate ma si potrà anche scegliere un altro fornitore. Un altro dei problemi comuni può essere quello della morosità del precedente inquilino, ma anche in questo caso esistono delle soluzioni concrete.

Cosa fare in caso di morosità del precedente inquilino

In caso di inquilino precedente moroso, con la voltura non si è tenuti a pagare il debito pregresso prima di cambiare l’intestatario del contratto. Basterà infatti inviare al fornitore una dichiarazione di estraneità nella quale si dimostra di non avere alcun vincolo familiare con l’inquilino precedente. Il fornitore potrebbe a questo punto rifiutarsi di procedere alla voltura o sospendere la fornitura ma non potrà in nessun caso convincere il nuovo inquilino a pagare il debito del precedente intestatario. In caso di voltura respinta comunque si potrà sempre provare a cambiare fornitore. Per farlo però bisognerà aspettare che il fornitore attuale comunichi al portale del distributore il suo rifiuto a procedere con la voltura.

Inoltre anche con la voltura il cliente potrà esercitare il diritto di ripensamento qualora si accorgesse che le condizioni contrattuali non siano poi così convenienti. In questo caso avrà 14 giorni di tempo dalla data di rilascio del contratto per richiederne l’annullamento in modo gratuito e senza fornire motivazioni. Si potrà richiedere l’annullamento del contratto mediante fax, raccomandata o mail. Attenzione però perché il diritto di ripensamento anche con la voltura sarà valido solo per richieste telefoniche o web.

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Redactor

Scritto da gaiav

Aggiornato su 30 Mar, 2021