Qual è la differenza tra potenza impegnata e disponibile?


Sommario Due voci sulla nostra bolletta: potenza impegnata e disponibile. Scopri nel nostro articolo il loro significato e come rendere più efficiente la tua utenza.

Potenza Impegnata VS Potenza Disponibile

Potenza Impegnata Potenza Disponibile
Definizione È la potenza che l’intestatario della fornitura stabilisce. Può variare da 1.5 kW (per case piccole con pochi elettrodomestici) a 6 kW Indica il massimo numero di KW torrelabili dal proprio contatore
Scelta da Utente Distributore (che è anche responsabile dei contatori)
Si può modificare la potenza? SI, se si hanno elettrodomestici che richiedono una maggiore potenza SI, per sovraccarichi energetici

In questo articolo spieghiamo dettagliatamente la differenza tra potenza impegnata e disponibile. Due voci presenti e specificate nelle nostre bollette a cui molto spesso non concediamo la giusta attenzione e importanza. Tuttavia, conoscerle e capirle può aiutarci sotto molti punti di vista.

In effetti, ci sono molti modi per risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica. Si può, ad esempio, cercare un nuovo fornitore che applichi tariffe più vantaggiose rispetto alle nostre attuali condizioni di fornitura. Ma un modo ancora migliore e coscienzioso per ridurre i nostri costi è quello di rendere le nostre utenze più efficienti, precise e rispondenti ai nostri effettivi bisogni. In questo modo avremo l’opportunità non solo di risparmiare sui costi che abitualmente sosteniamo, ma le nostre spese saranno anche calibrate in relazione ai nostri consumi e alle nostre esigenze.

Sono proprio le voci della potenza impegnata e disponibile, che troviamo su tutte le nostre bollette, a fornirci il principale indicatore sulla potenza massima resa possibile dal nostro contratto di fornitura dell’energia elettrica.

risparmioMa perché due voci? In che cosa consiste la differenza tra potenza impegnata e disponibile? E in che modo posso si possono modificare?

A questa e a tutte le possibili domande risponderemo, in maniera chiara e semplice, con il nostro articolo.

Senza indugi, dunque, cominciamo a vedere, nel dettaglio, che cosa è la potenza impegnata.

Potenza impegnata

La potenza impegnata della tua utenza di energia elettrica non è altro che:

  • la potenza massima che il fornitore concede al contatore associato al tuo impianto.
  • In altre parole, non potrai consumare per la tua utenza, privata o business, una quantità di energia superiore a quella stabilita contrattualmente.

Facciamo un esempio pratico.

  1. Poniamo che in base al contratto stabilito con il tuo fornitore di energia elettrica la potenzia impegnata della tua fornitura sia di 3 kW. Il fornitore si impegnerà a fornirti sempre luce fino ad un massimo di 3 kW utilizzabili simultaneamente.
  2. Immaginiamo ora, che nella tua casa sia in funzione la televisione che, generalmente, consuma circa 600 watt. Siamo ben al di sotto dei 3 kW a tua disposizione. Se, mentre la tv funziona, accendi il forno aggiungerai ai 600 watt impegnati, altri 800 watt (secondo il consumo medio di un forno da cucina). In questo momento, quindi, il tuo contatore registrerà un consumo totale di 600 + 800 watt = 1.400 watt. Anche in questo caso non ci saranno problemi poiché non raggiungi il consumo massimo di 3 kW a tua disposizione.
  3. Ma se, ad esempio, insieme a forno e televisione dovessi azionare un’aspirapolvere (con un consumo di 2.000 kW) la tua potenza totale consumata sarebbe 3.400 kW e maggiore, quindi, della quantità massima concordata con il fornitore. Come risultato il tuo contatore luce andrebbe in protezione e sarebbe necessario ripristinarlo andando a rialzare la leva del contatore stesso.
Quindi, ecco perché è importante conoscere la potenza impegnata e disponibile stabilita dal tuo contratto di fornitura. In questo modo potrai meglio capire e modulare i tuoi costi e i tuoi consumi per un migliore rendimento energetico della tua utenza.

Come è stabilita la potenza impegnata?

contatore luceLa potenza impegnata è stabilita dall’intestatario della fornitura al momento della sottoscrizione del contratto. Spetta all’utente, infatti, e non al fornitore stabilire la potenza massima desiderata.

Teoricamente l’utente può proporre una qualsiasi cifra e, per le utenze domestiche monofase, solitamente può arrivare fino a 6 kW. Per avere un riferimento pratico si tenga comunque presente che la maggior parte delle abitazioni italiane ha una potenza impegnata di 3 kW.

Comunque, suggeriamo, al momento di determinare con il fornitore la potenza impegnata e disponibile prevista dal contratto, di valutare attentamente due fattori:

  • Il numero di elettrodomestici presenti nell’abitazione.
  • La tipologia degli elettrodomestici, valutando non solo il consumo di ciascuno ma anche quali elettrodomestici saranno in funzione contemporaneamente.
  • Ad esempio, l’impianto di condizionamento comporterà un consumo di corrente elettrica continuo poiché sarà in funzione per vari momenti della giornata. Oppure se ha un fornello elettrico o a induzione potresti aver bisogno, per cucinare, di doverlo accendere insieme al forno.

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Potenza disponibile

 

Definizione:

Si parla di potenza disponibile quando si vuole indicare il numero di kW tollerabili al massimo dal proprio contatore luce o il massimo di kW per il contatore del gas.

Infatti, le compagnie fornitrici di energia elettrica stabiliscono per tutti i contratti:

  • un limite di tolleranza generalmente del 10% rispetto alla potenza impegnata dall’utente.
  • Ciò significa che, rispetto a quanto stabilito nel contratto, il cliente può utilizzare il 10% in più dell’energia massima consentita.

Facciamo un altro esempio.

potenzaSe si utilizza un’aspirapolvere di piccole dimensioni che, ipotizziamo, ha un consumo ridotto di 1.100 watt e, nello stesso tempo, è in funzione l’impianto di condizionamento che utilizza 2.000 W il consumo di corrente totale sarà di 3.100 W. Tale consumo è ovviamente più alto della potenza impegnata di 3 kW dell’abitazione, ma inferiore rispetto al valore della potenza impegnata più il limite di tolleranza del 10%. In altre parole, il consumo è superiore alla potenza impegnata, ma inferiore alla potenza disponibile del fornitore. Il risultato è che non ci sarà nessuna interruzione di corrente nella fornitura e il contatore non scatterà generando un blackout.

Dunque, ecco spiegata la differenza tra potenza impegnata e disponibile.

Ovviamente, le compagnie fornitrici non richiedono ai propri clienti di fare il calcolo matematico per ricavare la potenza disponibile. Entrambi i valori di potenza impegnata e disponibile sono chiaramente indicati nella bolletta dell’energia elettrica.

È possibile modificare la potenza impegnata e disponibile?

Se nel corso delle tue giornate ti capita più volte che la corrente scatti per sovraccarico, ciò può essere un indicatore che qualcosa non va con la tua fornitura e, soprattutto, con la potenza impegnata e disponibile nel tuo contratto.

In quest’ultimo caso, puoi risolvere il problema in due modi:

  • Studiare una diversa tipologia e modalità di utilizzo dei tuoi elettrodomestici. Ad esempio, se sai che il forno è in funzione cerca di non far funzionare la lavatrice mettendola in pausa o programmando i lavaggi al di fuori degli orari dei pasti.
  • Contattare il tuo fornitore per richiedere un aumento della potenza impegnata e disponibile nel tuo contratto.
  • nel caso del gas, e’ anche utile tenere in considerazione la sostituzione del vecchio contatore del gas con uno dei contatori di ultima generazione.

L’aumento o la diminuzione della potenza del contatore possono essere richiesti dall’utente in qualunque momento e il fornitore ha l’obbligo di accogliere e ottemperare alla richiesta entro un preciso limite di tempo.

In particolare, è possibile per l’utente richiedere un aumento della potenza al fornitore secondo i propri desideri aumentando a scatti di 0,5 kW. Ciò significa che se la tua potenza è di 3 kW potrai chiedere al fornitore di aumentarla fino a 3,5 kW, 4 kW, 4,5 kW, 5 kW, eccetera. La potenza minima che si può richiedere è di 1,5 kW mentre la massima è 10 kW.

Tempi del cambio di potenza

  • Il fornitore deve prendere in carico la richiesta e, in 2 giorni lavorativi, trasferirla al distributore di energia elettrica.
  • A questo punto il distributore valuterà se è possibile aumentare la potenza mantenendo lo stesso contatore o se è necessario provvedere alla sostituzione con un contatore in grado di mantenere una potenza maggiore.
  • Nel primo caso l’aumento della potenza impegnata e disponibile deve essere effettuato entro 5 giorni lavorativi, mentre nel secondo si ha tempo fino a 20 giorni per sostituire il contatore luce.

Costo del cambio di potenza

Infine, come si può immaginare, l’aumento della potenza impegnata e disponibile ha un costo. E per tale ragione:

  • ti invitiamo, quando necessario, a valutare la possibilità di richiedere una diminuzione della potenza del contatore.
  • Controllando la tua bolletta e il consumo dei tuoi elettrodomestici puoi scoprire se hai una potenza massima troppo elevata e ottenere così un consistente risparmio sulla tua fornitura di energia elettrica chiedendo al fornitore di abbassare la tua potenza.
  • Per gli utenti che aderiscono al mercato libero dell’energia i costi dell’aumento di potenza sono stabiliti e regolati in maniera autonoma dal fornitore, mentre chi si rivolge al mercato di maggior tutela può consultare il sito ARERA per essere informato sui costi inerenti le variazioni delle potenze disponibili.

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Redactor

Scritto da CarolinaD

Aggiornato su 30 Mar, 2021