bellissima foto che ritrae il mare di Ischia

Luca Petrone

Pithecusa, le origini dell’isola di Ischia

Siamo ormai nel mezzo del periodo estivo, le vacanze, il mare, ci portano ovviamente a parlare di località fantastiche da visitare. Proprio per questo motivo oggi parleremo di Ischia, ripercorrendo in realtà la storia della splendida isola napoletana. Ischia, o meglio, Pithecusa, è ogni anno meta di turisti da tutto il mondo, ed anche per questa estate le cose non cambieranno. Parliamo dunque insieme delle origini del luogo, risalendo addirittura all’ottavo secolo avanti cristo, con l’arrivo dei primi coloni greci.

Le origini della colonia

Ischia venne fondata, come molti sapranno, dai greci addirittura nel 775 a.C, si pensi infatti che risulta essere la prima colonia greca nella nostra penisola. Nello specifico Pithecusa, il nome significa letteralmente “isola delle scimmie, è stata fondata dai calcidesi e dagli eretriesi, greci provenienti da Calcide ed Eretria. Il luogo, in realtà, non risulta essere particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione, ricordiamo infatti ai lettori la natura vulcanica dell’isola. Ciò che convinse i coloni a fondare lì una nuova casa fu la perfetta collocazione geografica dell’isola, che consente cioè scambi commerciali sia verso occidente sia verso oriente, verso cioè la madrepatria, la Grecia. Ben presto il porto della città divenne infatti particolarmente fiorente, e l’isola fu raggiunta da popolazioni diverse, etruschi, fenici, e sicuramente anche dai mercanti provenienti dal nord Africa.

Bellissima vista sul mare di ischia
Bellissima vista sul mare di ischia-Alberto Brunello-pexels.com

Gli scavi sull’isola e la famosa “Coppa di Nestore”

Per secoli si è pensato che la prima colonia greca in Italia fosse Cuma, fondata in realtà circa 25 anni dopo la nostra Ischia. La verità venne a galla solamente nella seconda metà del 900′, quando Giorgio Buchner, archeologo proveniente dalla Germania, ritrovò un famosissimo ritrovamento archeologico. La coppa in questione è in realtà di piccole dimensioni, ed è stata ritrovata in un corredo funebre di un bambino greco. Ciò che è importante ai fini della datazione è in realtà l’iscrizione presente sulla coppa stessa, secondo gli esperti si tratterebbe infatti di un particolare dialetto, ciò si riconoscerebbe dall’utilizzo di specifiche parole, rinvenute in altri oggetti collocabili nel periodo storico che va dall’800 al 775 a.C. Sull’oggetto si fa riferimento ad un mito greco che ha come protagonista il famoso eroe Nestore, da qui il nome.

Pithecusa, cosa significa davvero tale termine?

Come asserito precedentemente Pithecusa, generalmente, viene tradotto con “isola delle scimmie”, ma questo è in realtà solo uno delle due etimologie possibili. Secondo numerosi studiosi, infatti, e stando anche a quanto ci dice Plinio il Vecchio, famosissimo autore di epoca romana, il termine indicherebbe qualcosa di diverso. Secondo lui la parola deriverebbe da Pithoi, termine che possiamo ricondurre alla lavorazione di vasi di terracotta, resti di tali oggetti sono del resto stati ritrovati dagli archeologi nel corso dei decenni. Proprio dalla lavorazione dell’argilla dunque deriverebbe il nome dell’isola, che non è solo una località marittima magnifica, ma anche un luogo pregno di storia e di cultura candita anche come “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco, un premio che l’isola meriterebbe e che accrescerebbe ancora di più il valore della stessa.