3 casi di licenziamento - Foto di Mikhail Nilov/ Pexels.com

Patty Tiano

Paura di essere licenziati? Ecco i tre casi in cui si rischia

Oggi, la legge italiana tutela molto il lavoro e i lavoratori. Per questa ragione nessuno viene licenziato senza un motivo valido, insomma il datore di lavoro di certo non può licenziare un dipendente solo perché gli sta antipatico o per sostituirlo con uno che gli sta più a genio.

L’azienda però, può allontanare un dipendente, che a causa di malattia o infortunio, non è più in grado di svolgere il suo lavoro. Ancora, l’azienda può anche ridurre il numero di addetti in un momento di ristrutturazione aziendale.

Come ultima possibilità abbiamo il licenziamento per giusta causa, ovvero quando ci si trova davanti ad una motivazione così grave che non si può fingere di nulla. In questi casi non è consentita la prosecuzione del rapporto e non c’è l’obbligo ad una risoluzione immediata.

Per quanto riguarda il licenziamento dovuto ad una malattia prolungata, in questo caso il dipendente potrà beneficiare di una serie di tutele tra cui il periodo di comporto. In merito all’argomento del licenziamento, ecco alcune cose e consigli di cui non siete a conoscenza.

Licenziamento per giusta causa - Foto di fauxels/ Pexels.com
Licenziamento per giusta causa – Foto di fauxels/ Pexels.com

Licenziamento per una giusta causa

Con l’articolo 2119 il codice civile disciplina il licenziamento per giusta causa. Oggi, la legge consente al datore di lavoro di interrompere immediatamente e addirittura senza preavviso il rapporto di collaborazione. Il datore di lavoro può licenziare il proprio dipendente per una giusta causa. Ovviamente dovrà anche essere evidente che il dipendente non è più in grado di riprendere la normale attività lavorativa e quindi rende necessario il suo immediato allontanamento.

Le colpe del lavoratore dovranno essere inconfutabili anche in sede di giudizio. Nel caso in cui il dipendente licenziato contesta, l’onore di dimostrare la prova è a carico del dipendente.

3 casi in cui si rischia il licenziamento

La legge non prende in considerazione in modo dettagliato tutte le possibili cause di licenziamento per giusta causa. Per questa ragione, riassume le cause del licenziamento in tre categorie. Quindi, sono tre i casi in cui si rischia l’interruzione immediato del rapporto di lavoro: l’interesse oggettivo dell’impresa, la violazione di norme di legge o dei contratti collettivi e la violazione delle regole del vivere civile.

Questi sono i tre casi in cui può avvenire il licenziamento per giusta causa. In ogni caso i comportamenti lesivi degli interessi aziendali che comportano al licenziamento per giusta causa possono essere tanti e diversi.

Tra questi abbiamo ad esempio, assenze ripetute e ingiustificata da parte dei dipendenti che rendono poi l’organizzazione dell’impresa più complicata, oppure attività svolte dal dipendente in concorrenza con il proprio datore di lavoro.

Dipendenti - Foto di Pavel Danilyuk/ Pexels.com
Dipendenti – Foto di Pavel Danilyuk/ Pexels.com

La violazione della legge

Abbiamo visto che uno dei tre rischi per cui si può essere licenziati per giusta causa riguarda la violazione delle norme di legge o dei contratti collettivi. In questi casi possiamo citare, ad esempio, la falsificazione di un certificato medico o il compimento di un reato che possono causare danni alla reputazione dell’azienda. Oppure, un problema potrebbe essere anche un’assenza ripetuta alle visite fiscali o un’insubordinazione nei confronti di un superiore. Infine, anche la falsificazione del registro presenze o molestie nei confronti di altri dipendenti sono casi frequenti e rischi di licenziamento per giusta causa.