mare e cielo

Pasquale Arrichiello

I mari presentano temperature sempre più elevate, cosa sta accadendo?

Da più di un anno, giorno dopo giorno, sia in terra che nei mari, la temperatura media continua imperterrita a crescere. Questo fenomeno ha destato gli scienziati che si sono subito messi all’opera per comprendere le cause di questo fenomeno.

L’oceano, in particolare, sta attraversando un periodo caratterizzato da un aumento costante della temperatura, con i record di calore che vengono superati quotidianamente. Diversi set di dati confermano che i mari del nostro pianeta sono in una fase di riscaldamento che dura da mesi. In questo articolo esploreremo come i cambiamenti climatici stiano influenzando in modo evidente anche i mari, e cercheremo di presentare ai lettori alcune chiavi di lettura che cercano di spiegare il perché di tale riscaldamento dei mari.

Una piccola barca immersa in un mare cristallino
Una piccola barca immersa in un mare cristallino- Pok Rie-pexels.com

Cosa sta accadendo?

La comprensione dei processi fisici alla base di questi record di temperatura sarà fondamentale per gli scienziati nel migliorare i modelli climatici e nell’effettuare previsioni più accurate sulle temperature future. Il mese scorso, secondo il Copernicus Climate Change Service, un istituto di ricerca finanziato dall’Unione Europea, la temperatura media globale della superficie del mare ha toccato un nuovo picco mensile di 21,07 gradi Celsius.

Le temperature globali stanno registrando un aumento a lungo termine principalmente a causa dell’emissione di gas serra derivanti dalla combustione dei combustibili fossili. Questi gas serra intrappolano il calore nell’atmosfera, contribuendo al riscaldamento del pianeta. Fino ad oggi, il cambiamento climatico ha innalzato la temperatura media globale di circa 1,2 gradi Celsius, rispetto alla media preindustriale. Va notato che poiché l’acqua richiede più energia per riscaldarsi rispetto all’aria, gli oceani hanno assorbito la maggior parte del riscaldamento del pianeta causato dai gas serra.

I possibili disastri ambientali

Un esempio significativo riguarda l’Atlantico tropicale e il suo impatto sulla vita sulla terra. L’Atlantico tropicale mostra anomalie di calore, creando le condizioni per una stagione degli uragani intensa, come previsto dagli scienziati della Colorado State University. Le temperature oceaniche più elevate forniscono una maggiore energia alle tempeste, portando a precipitazioni più abbondanti e intense. Questo scenario aumenta il rischio di frane, alluvioni e altri eventi meteorologici estremi.

Le possibili cause di questo fenomeno

Attualmente, il pianeta sta affrontando gli effetti di un evento di El Niño iniziato a luglio, differenziandosi dallo stesso periodo dell’anno precedente. Gli eventi di El Niño sono cicli climatici naturali associati ad aumenti delle temperature. El Niño si sta però indebolendo e si prevede che si dissiperà presto. Gli esperti ritengono che comprendere l’impatto di ciò sulle temperature medie globali possa chiarire i record del 2023. Oltre al cambiamento climatico e a El Niño, vi sono altri fattori che potrebbero contribuire a questi record senza precedenti.

Uno di essi è la recente diminuzione dell’inquinamento da aerosol causato dalle navi portacontainer che solcano gli oceani, a seguito dell’implementazione di nuovi standard internazionali sui carburanti nel 2020. In modo paradossale, gli aerosol hanno un effetto rinfrescante sull’atmosfera e hanno finora contribuito a mascherare l’entità reale del cambiamento climatico.

Inoltre, nel 2022 si è verificata un’enorme eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Haʻapai. Le eruzioni vulcaniche sulla terra rilasciano particelle di fuliggine e aerosol, che temporaneamente bloccano la luce solare e raffreddano l’atmosfera. Tuttavia, poiché questo vulcano è sommerso nell’Oceano Pacifico, la sua eruzione ha anche rilasciato milioni di tonnellate di vapore acqueo nell’atmosfera superiore, il quale è un potente gas serra.

Ovviamente secondo molti studiosi proprio l’eruzione vulcanica avrebbe fortemente influenzato la circolazione delle correnti atmosferiche, intensificando la forza del “Niño” che ha continuato a far sentire i suoi effetti ben oltre il 2023. Ovviamente per rendersi davvero conto di cosa sia accaduto nello specifico sarà necessario compiere ulteriori studi ed ulteriori ricerche in merito a tali accadimenti.