Maschera classica da hacker

Luca Petrone

Julius Kivimaki, l’hacker più ricercato del mondo, è stato arrestato

Ti hanno mai affascinato gli hacker? Quelli etici, che lavorano in teoria per i “buoni” (vai poi a capire chi sono questi buoni e chi sono i cattivi), sono tutto sommato ammirabili nella loro attività di hackeraggio a fin di bene. Ma non tutti sono mossi da buoni propositi, anzi, gli hacker rappresentano l’emblema della criminalità virtuale, e Julius Kivimaki da 11 anni a questa parte ne era uno degli esponenti più di spicco.

Stando a quanto riportato dalla BBC, Julius Kivimaki è stato arrestato con l’accusa di aver ricattato circa 33.000 pazienti in terapia, sottraendo dai file privati di una clinica psichiatrica le proprie cartelle con le annotazioni dei dottori, colme di confidenze assolutamente private e personali. Questa condotta criminale è iniziata quando Julius aveva solo 13 anni. Insomma, un vero prodigio dell’hacking!

Lo scorso lunedì l’hacker finlandese è stato condannato a sei anni e tre mesi di prigione dal tribunale distrettuale di Uusimaa, giudicato colpevole di tutti i capi di imputazione. Le accuse includono migliaia di capi di imputazione per diffusione di informazioni violanti la privacy personale e tentata estorsione aggravata. Per essere sottoposto a tale processo, Julius è stato estradato dalla Francia fino al suo paese natale. Nel 2020, il 26enne aveva richiesto un risarcimento di oltre 400.000 euro alla clinica, come ricatto per riottenere le informazioni rubate. Julius ha insistito affinché il riscatto fosse pagato in Bitcoin dal centro di psicoterapia.

Codici visualizzabili su di un computer portatile
Codici visualizzabili su di un computer portatile-Negative Space-pexels.com

Dopo l’iniziale rifiuto a cedere il ricatto, Julius ha alzato il prezzo fino a raggiungere mezzo milione di euro. In poche ore, stando alle fonti, alcune tra le informazioni riservate sono cominciate ad emergere nel dark web. Dettagli personali dei pazienti, numeri di previdenza sociale e appunti sensibili di terapisti e medici relativi alle loro sessioni private. Anche se Julius ha negato tutte le accuse, il bollettino legale ha citato le prove presentate nel processo, confermando senza alcun ragionevole dubbio il suo coinvolgimento. Insomma, una vera e propria epopea tragicomica finita in malo modo, con una condanna pari a 6 anni e 3 mesi di carcere. Se avete un talento con il computer e siete anche degli hacker provetti, utilizzate questa abilità in maniera sempre etica!