Green Deal e Fondo per la Transizione Equa: di cosa si tratta e come coinvolgerà l’Italia

Cos’è la transizione energetica?

La transizione energetica è un processo che implica il cambiamento delle tecnologie utilizzate per la produzione e il consumo dell’energia elettrica. La transizione energetica, dunque, intende indirizzare l’economia verso un mondo a basse emissioni di CO2 e ad un aumento dell’efficienza energetica.

Questa operazione richiede ingenti investimenti per l’Europa destinati al settore produttivo dell’energia elettrica, al fine di rendere maggiormente efficienti dal punti di vista energetico gli edifici e per rinnovare il settore industriale senza impattare troppo i costi dell’energia elettrica e del gas.

Cos’è il Green Deal?

Il Green Deal è un piano di 1000 miliardi di euro di investimenti così detti “green”, che ha una finestra d’azione fino ai prossimi 10 anni.

Il piano prevede che almeno il 25% dei fondi dell’Unione Europea venga destinato a progetti green. Il focus di questi progetti sarà il passaggio a un’economia circolare e amica dell’ambiente, nel tentativo di fermare la galoppante sfida dei cambiamenti climatici e di ridurre le emissioni di gas inquinanti e la perdita di bio diversità.
Il Green Deal include delle azioni che coinvolgono tutti i settori dell’economia europea: dall’agricoltura, all’edilizia, ai trasporti e al settore industriale. L’attenzione è verso una maggior indipendenza dai fornitori di luce e gas.

Fondo per la Transizione Equa: quanto spetta all’Italia?

Il Fondo per la Transizione Equa fa parte delle misure messe in atto con il Meccanismo di Transizione Giusta, il quale consiste in uno dei pacchetti di proposte legislative del Green Deal.
Il Fondo Di Transizione Equa (Just Transition Fund) è uno strumento da 7,5 miliardi di euro destinato a tutte le spese per la decarbonizzazione dell’industria pesante che include tutti i paesi degli stati membri dell’UE.

Tale fondo è, infatti, volto a favorire la transizione energetica di quelle aree dell’UE maggiormente dipendenti dalle produzioni inquinanti; il suo scopo, infatti, sarà quello di finanziare l’uscita dai combustibili fossili delle regioni europee che più ne fanno uso e dai quali ne dipendono.
Il fondo prevederà delle sovvenzioni e sussidi per le regioni nelle quali vi sono sistemi industriali dipendenti dall’utilizzo del carbone. Per quanto riguarda l’ammontare che spetterà a ciascun paese, dipenderà dalla gravità e dall’intensità dei problemi ambientali, legati all’inquinamento, che un paese possiede.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea, per beneficiare del Fondo di transizione equa, dovranno dunque impegnarsi a presentare dei progetti di decarbonizzazione e rispettare alcuni parametri limite, quali:

  • Avere un’intensità di emissioni di CO2 e un livello di inquinamento atmosferico almeno due volte superiore alla media europea
  • Nel settore industriale, avere un’elevata intensità di emissioni di gas serra a livello regionale
  • Possedere un elevato numero di occupati nel settore del carbone e della lignite

È stimato che l’Italia riceverà 364 milioni di euro dei 7,5 miliardi messi a disposizione, a fronte di un contributo del 12% del Reddito Nazionale Lordo. L’Italia utilizzerà i fondi per la riconversione di diversi impianti industriali ad oggi alimentati a carbone, e in particolare per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto.

Redactor

Scritto da Giulia

Aggiornato su 2 Nov, 2020

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