Due cuccioli in sala operatoria

Vincenzo Tiano

Due cuccioli in sala operatoria, salvati da due realtà diverse

cani

In una clinica veterinaria in South Carolina ci sono due cuccioli a quattro zampe di nome Simon e Sammie, entrambi salvati da due realtà diverse, si sono finalmente lasciati alle spalle due incubi che hanno portato a ferite profonde sulla loro pelle e nelle loro anime.

La storia dei due cuccioli

Parliamo prima di Simon, è un border collie di circa un anno. La sua vita non è stata facile, visto che si sta ancora riprendendo dalla straziante esperienza avuta nella casa del suo ex padrone. Si trova in sala operatoria insieme ad un altro cagnolino, Sammie e cerca di sollevare delicatamente la sua zampa poggiandola su quella del suo ormai amico. La scena sul tavolo operatorio ha commosso un sacco di persone.

Passiamo a Sammie, è un cagnolino di soli 4 mesi, nemmeno la sua vita è stata facile. Fin dalla nascita è stato maltrattato, trascinato da una macchina, verniciato con una bombola spray e addirittura sparato. La cosa più emozionante è che nel primo momento in cui si sono visti i due cuccioli hanno creato una sorta di ponte di anime tra di loro, forse per il vissuto simile o per empatia. Nonostante le sue difficoltà, Sammie si da forza per confortare l’amico sopravvissuto a tanta cattiveria umana.

Il co-fondatore dell’associazione Rescue Dogs Rock NYC, Jackie O’Sullivan ha dichiarato: “La compassione e la comprensione tra gli animali va oltre la mia cognizione”. Lui è la persona che si sta prendendo cura dei due cuccioli. Sicuramente sarà stato il dolore che hanno condiviso o il presente che condividono o il futuro che li aspetta ad averli uniti così tanto. Si deve ringraziare l’associazione che ha tirato fuori questi due cuccioli dai rifugi in cui si trovavano e ha dato loro cure di cui avevano necessariamente bisogno.

Sammie avrebbe potuto perdere una gamba perché gli hanno sparato con un fucile ma ha trovato un vero amico su cui contare per tutta la vita. Simon infatti, gli sta vicino ogni giorno e gli dona tutto l’affetto che può, così da farlo stare meglio e per non farlo sentire solo.