La classe del contatore gas (G4,G6,G10) e la sua importanza


Sommario I nostri contatori sono suddivisi in classi (G4,G6,G10) sulla base della quantità di gas che riescono a misurare e sulla base dei consumi di gas del cliente. Leggi l’articolo per saperne di più.

Quando si parla di contatore gas G4,G6,G10, si fa riferimento alla potenza o portata termica degli apparecchi e dell’impianto gas.

In materia di contatori bisogna, infatti, sapere che sul mercato esistono diverse classi di contatori gas, che si distinguono tra di loro sulla base della capacità di portata.

Gli apparecchi sono, quindi, suddivisi in classi, sulla base della quantità di gas che riescono a misurare e, quindi, sulla base dei consumi di gas del cliente. Chiaramente i contatori non sono tutti uguali tra di loro, il contatore di una utenza domestica sarà per ovvi motivi decisamente più piccolo rispetto al contatore gas di una grande azienda.

In particolare se si parla di contatore gas G4,G6,G10, si fa riferimento alle diverse classi dei contatori gas e ogni classe ha un limite ben preciso per la portata termica di cui si dovrà tener conto.

Cosa si intende per portata termica di un contatore gas

Partendo dal presupposto che per portata termica si intende l’effettiva quantità di calore che viene generata nell’unità di tempo da un apparecchio alla massima potenza, cerchiamo ora di capirne di più in generale sui contatori gas.

L’unità misura della portata termica è Kw e ogni dispositivo che utilizza il gas dispone di una portata precisa. Quando si parla invece di potenza termica complessiva di un impianto gas, si intende la somma di tutte le singole apparecchiature attive che utilizzano il gas metano.

  • Attenzione a non confondere poi il temine portata termica con la portata volumetrica, un concetto che riguarda il volume di gas che passa in una unità di tempo.
  • Il contatore gas permette di trovare alcune informazioni tecniche, come ad esempio la portata massima e minima prevista e la classe dell’apparecchio (contatore gas G4, G6, G10). Ma a cosa serve esattamente il dato della portata termica di un contatore?

A cosa serve la portata termica dell’impianto gas

Quello della portata termica sembrerebbe un dato troppo tecnico, ma in realtà potrebbe avere la sua utilità per il cliente finale. In alcuni casi ben precisi infatti bisognerà seguire la procedura della delibera 40 per l’attivazione del gas: 

  • Prima attivazione (contatore mai stato attivato prima)
  • Subentro o riattivazione (riattivazione di un contatore cessato dal vecchio inquilino o se è stato modificato l’impianto gas interno)

Per questa tipologia di richieste, bisognerà indicare i parametri tecnici dell’impianto gas tra cui, appunto, la portata termica complessiva. Inoltre l’operatore responsabile della documentazione tecnica dovrà indicare la portata degli apparecchi e lo schema dell’impianto.

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Come si calcola la potenza termica dell’impianto gas

  • Soprattutto gli utenti domestici utilizzano il gas metano, specialmente per quanto riguarda la cottura di cibi (cucina) e per alimentare la caldaia.
  • E’ importante sapere che la portata termica dei diversi apparecchi dipende dalla loro grandezza e dal modello.
  • Ad esempio per quanto riguarda le cucine a gas, la potenza dipenderà dal numero di fuochi e dalla presenza del forno.
  • Facendo un esempio concreto la potenza termica di un piano cottura con 4 fuochi sarebbe di 6-9 kW. Le caldaie a uso domestico, invece, avranno una potenza termica pari a 12-20 kW per uno scaldacqua a gas.

Quali sono le classi dei contatori gas

Abbiamo visto come gli apparecchi gas abbiano una diversa portata e potenza termica. I diversi contatori gas vengono suddivisi sulla base di classi che sono contraddistinte dalla lettera G (contatore gas G4, G6, G10). Quando aumenta il consumo dell’utenza, allora sarà opportuno adeguarsi installando un contatore con potenza termica maggiore.

In particolare se parliamo di utenze domestiche, allora il contatore installato con maggior frequenza è quello di classe G4. Il G10 invece è la classe di contatore più utilizzato per usi condominiali, mentre i contatori di classe G16, G65, G100, G250, G1000 e G6500 sono contatori impiegati per uso industriale con consumi elevati.

  • Ricordiamo che la classe del contatore deve essere sempre riportata in modo fedele sul quadrante del misuratore.
  • Si tratta di un valore molto importante sia per quanto riguarda la fatturazione, sia in caso di eventuali richieste di indennizzo nei confronti del distributore del gas.
  • A questo proposito è anche opportuno ricordare che il distributore è il proprietario dei contatori gas e sarà anche il soggetto preposto alla loro sostituzione, operazione a cui il cliente finale non potrà opporsi in nessun modo.

Per quanto riguarda la sostituzione del contatore gas comunque il distributore sarà chiamato ad avvisare il cliente con largo anticipo.

La normativa per l’impianto gas domestico

Tutti gli impianti gas sono sottoposti a una normativa che riguarda progettazione e installazione per motivi di sicurezza. L

a potenza termica è un dato molto utile per stabilire quale normativa tecnica dovrà essere applicata all’impianto.

Se si parla di impianti domestici bisognerà applicare la UNI 7129 del 2015 nel caso di apparecchi con singola portata termica inferiore a 35 kW. Quando invece la soglia di portata viene superata, bisognerà presentare un progetto di un professionista abilitato.

Insomma, per realizzare un subentro verrà richiesta la potenza termica, ma chi volesse risparmiare in bolletta dovrebbe anche controllare le migliori offerte gas del mercato libero e tutelato (tariffe Arera).

Quando si realizza una riattivazione del contatore infatti si potrà scegliere l’offerta migliore per le proprie specifiche necessità. Per lo spostamento del contatore invece sarà opportuno contattare il distributore per capire il modo migliore di procedere.

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Redactor

Scritto da francescos

Aggiornato su 30 Mar, 2021