Bonus Ristori: la guida completa

Il Bonus Ristori nasce come misura per sostenere i lavoratori, le famiglie e le imprese in difficoltà economiche a causa della pandemia. Le misure intraprese dal governo prevedono varie misure di supporto economico.

Il Decreto Ristori

Il Decreto Ristori appena approvato mette in campo un’indennità di € 1000 per quelle categorie di lavoratori più duramente colpite dall’irrigidimento delle misure anti-coronavirus, ovvero:

  • Dipendenti stagionalilavoratori in somministrazionelavoratori a termine dei settori turisticotermale ⇒ se hanno perso il lavoro dal 1° gennaio 2019 all’entrata in vigore del decreto con 30 giorni di lavoro senza pensioni o Naspi
  • Lavoratori stagionali di altri settori ⇒ con almeno 30 giornate di lavoro dal 1° gennaio 2019
  • Lavoratori autonomi senza P.IVA e iscritti alla Gestione Separata (GS) ⇒ che dal 1° gennaio 2019 sono stati titolati di contratti autonomi occasionali ma non ne hanno più di attivi
  • Incaricati vendita a domicilio con P.IVA iscritta alla GS ⇒ in grado di dimostrare un reddito di almeno € 5000 da attività di vendita a domicilio
  • Lavoratori dello spettacolo iscritti all’apposito Fondo Pensione ⇒ con almeno 30 giorni di contributi versati dal 1° gennaio 2019 non titolari di pensione e con reddito fino a € 50mila oppure con almeno 7 contributi versati al 1° gennaio 2019 e con un reddito fino a € 35mila

La domanda andrà inoltrata all’INPS entro il 15 dicembre attraverso un servizio che a breve verrà reso disponibile.

Attenzione!

Il bonus 1000 euro si può prendere solo per una categorianon è cumulabile con il reddito di emergenza (rem).

Bonus 800 euro

Nel decreto si stabilisce anche un bonus 800 euro rivolto ai lavoratori dello sport come i collaboratori di federazione, i lavori degli enti di promozione sportiva e i collaboratori  di società ed associazioni sportive.

Le domande devono essere svolte attraverso il portale Sport e Salute entro il 30 novembre.

Contributi a fondo perduto

Per beneficiare del contributo a fondo perduto elargito a sostegno delle attività colpite dalle misure anti-pandemia, è necessario:

  • essere operatore economico di una delle categorie penalizzate dalle recenti restrizioni
  • avere una P.IVA attiva al 25 ottobre 2020 → ciò significa che il contributo a fondo perduto si applica a titolari di reddito di impresa e ai lavoratori autonomi
  • Esercitare in prevalenza una delle attività dei codici ATECO menzionati nell’allegato dei codici ATECO
  • Riduzione del fatturato ⇒ il valore del fatturati e dei corrispettivi di aprile 2020 deve essere minore dei 2/3 del corrispondente per il mese di Aprile 2019. Per calcolare il valore del fatturato di ambo i periodi si considera la data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o della prestazione di servizi

Il contributo a fondo perduto spetta indipendentemente dalla riduzione del fatturato a tutti quegli operatori economici con P.IVA attiva al 25 ottobre 2020 e che rientrano nelle categorie ATECO.

A chi non spetta il contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto erogato non spetta:

  • agli operatori economici che hanno attivato la P.IVA dal 25 ottobre 2020
  • agli operatori economici con P.IVA non più attiva al 25 ottobre 2020
  • agli operatori economici con P.IVA non più attiva quando si presenta domanda

Ammontare del contributo

Il contributo a fondo perduto varrà sulla riduzione del fatturato applicando quote percentuali dal 400 % al 100 % come descritto nell’allegato dei codici ATECO che descrive le attività differenziandole  per categorie.

Applicando le percentuali variabili dal 100 % al 400 %, il contributo andrà da un importo minimo di € 1000 per le persone fisiche e di € 2000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il limite  al contributo a fondo perduto è fissato in € 150mila.

Come ottenere il contributo

Il contributo a fondo perduto prevede modalità d’erogazioni diverse a seconda che i possibili beneficiai abbiano già presentato domanda per l’ottenimento dei contributi del fondo rilancio:

  • Accreditamento diretto su CC bancario o postale tramite bonifico dell’AdE con un ammontare legato alle quote dell’allegato
  • Presentando domanda con l’apposita procedura online per un ammontare stabilito dalle quote percentuali già elencate.  L’Agenzia delle Entrate (AdE) pubblicherà nuovi dettagli sulla procedura d’istanza
  • Per gli operatori economici con ricavi sopra i 5 milioni di euro, il decreto prevede la possibilità di fare domanda previa apposita procedura per una quota massima del 10 % per un’attesa di ricezione entro metà dicembre

La Cassa Integrazione

Il Decreto Ristori introduce altre 6 settimane di Cassa Integrazione per un periodo che va da metà novembre al 31 gennaio 2021 quando terminerà il blocco dei licenziamenti. Include un contributo aggiuntivo del datore di lavoro del 18 % dello stipendio per le aziende che non hanno perso fatturato e che si annulla se l’azienda ha perso almeno il 20 % del fatturato.

Il reddito di emergenza (rem)

Il reddito d’emergenza (rem) era nato col decreto rilancio per offrire aiuto e sostegno alle famiglie e ai cittadini danneggiati dal lockdown. Da domanda attraverso INPS o patronati, il reddito prevedeva due mensilità per un importo dai 400 agli 800 euro.

Il decreto ristori ha rinnovato il reddito d’emergenza per altre due mensilità (novembre e dicembre), stabilendo come requisiti:

  • un ISEE famigliare inferiore a € 15000
  • Nessun componente del nucleo familiare deve avere percepito una delle indennità del decreto Cura Italia né reddito o pensione di cittadinanza né essere pensionati

Il reddito d’emergenza non è cumulabile con i contributi a fondo perduto o con altre misure previste dal decreto ristori!

 

 

Redactor

Scritto da andreah

Aggiornato su 5 Nov, 2020