La sagrada familia

Pasquale Arrichiello

Barcellona in piena siccità ma il turismo non si ferma, è giusto?

Con l’arrivo della primavera del 2024 ci stiamo addentrando nel terzo anno di siccità in Catalogna, la più grave mai registrata nella storia moderna della regione. Da tre anni a questa parte, infatti, si sono patite delle riduzioni gravi delle risorse idriche. Stiamo parlando di divieti impensabile come quello di avere piscine private, un numero limitato di litrid’acqua ad personam da poter consumare, la chiusura di fontane pubbliche ed altre misure di questo genere. Anche la famosa Barcellona sta risentendo di questa siccità, eppure, il turismo non si ferma ed il periodo delle vacanze sta incominciando anche quest’anno con l’inizio della primavera avvenuto giusto questa settimana.

Con le riserve d’acqua che, al momento, lavorano a circa il 15% delle loro capacità, i turisti sono invogliate da segnali presenti su tutte le mete turistiche più popolari a prendere in considerazione l’allarme sull’acqua e di risparmiarne quanta più possibile durante il loro soggiorno.

In una situazione così delicata, l’opinione pubblica e dei funzionari pubblici che si occupano del settore ambientale è alquanto divisa. Da una parte, si pensa che in una condizione di così alta criticità, in cui i cittadini stessi si trovano in profonda difficoltà nel loro quotidiano, non si debba incrementare la domanda e necessità di utilizzare l’acqua che si riesce ancora a provvedere. Dall’altra, abbiamo chi prende in considerazione che il turismo, per la regione, grazie soprattutto a Barcellona, rappresenta il 14,5% dell’economia locale. L’assenza di questa entrata potrebbe portare ad altri tipi di danni nella società della Catalogna.

Aleksandar Pasaric
Aleksandar Pasaric – Aleksandar Pasaric – Pexels.com

Eppure, l’associazione alberghiera di Barcellona ha fatto di tutto perché i turisti non si sentano penalizzati da questa siccità, poiché temono che questo porterebbe, appunto, alla perdita degli incassi di cui Barcellona ha bisogno e si aspetta ogni anno dall’orda di turisti che arrivano. Addirittura, si è fatto in modo che, per non far trovare le piscine degli hotel e dei villaggi vuote, che si potesse utilizzare acqua desalinizzata.

Insomma, la domanda sorge spontanea, come mai abbiamo costruito un sistema economico dove è più importante che un hotel a 5 stelle non abbia nessun limite di quanti litri d’acqua poter utilizzare, perfino a Barcellona nel pieno di una gravissima siccità, mentre fiumi e falde acquifere si trovano senza acqua? Infatti, anche se gli hotel di Barcellona hanno dimezzato il loro consumo idrico già dal 2006, ad oggi, gli hotel di lusso possono utilizzare ancora la capacità massima di 242 litri al giorno.

Con l’avanzamento dei sistemi di comunicazione e di informazione, le nuove generazioni iniziano a mettere in discussione il sistema di valori che ha portato, appunto, a dare priorità al profitto rispetto alle conseguenze che questo ha sull’ambiente. La siccità stessa è il risultato del riscaldamento globale, provocato dalla profonda industrializzazione avvenuta in occidente pochi secoli fa.

Vedute catalane
Vedute catalane – tyler hendy – Pexels.com

Insomma, la gente inizia a chiedersi quanto sia veramente benefico che i turisti continuino ad arrivare e quanto sia accettabile che come strategia di marketing per attirarne sempre di più vi sia il creare l’illusione che non vi sia una crisi idrica così grave in corso. Di fatto, molti turisti che sono stati intervistati alla Sagrada Familia hanno dichiarato di non essere al corrente della siccità prima di aver visto i vari cartelli che ne facevano riferimento in città. Come è possibile che vendere un’illusione sia più importante di preoccuparsi che un territorio così vasto si stia prosciugando e che ci sono aree che non vedono pioggia da 3 anni consecutivi? E voi? Cosa pensate? Non è forse arrivato il momento di rispettare i territori e i residenti locali delle mete turistiche e chiedere un turismo più sostenibile?